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Sono venuto

a portare

 il fuoco

sulla terra

e come vorrei

che fosse

già acceso

 

(Lc 12, 49)

 

 

 

 

                                                                           

         

 

 

 

LETTERA APERTA

AL MINISTRO SACCONI

 

 

di Paolo GASPARINI

 

 

 

Signor Ministro,

 

sono un medico del DEA dell’ospedale S. Eugenio di Roma dal 2006, proveniente, per ricongiungimento familiare, da Conegliano. Sono entrato, però, una trentina di anni fa nella sanità, come allievo infermiere, per la prima volta nelle corsie ospedaliere della mia città, Treviso, mentre – dopo la successiva laurea in medicina - il CUAMM, Collegio per medici missionari della diocesi di Padova, mi ha regalato, in qualità di volontario della cooperazione italiana, un’esperienza biennale in un paese africano.

 

Mi rivolgo a Lei, spinto dal desiderio di contribuire, assai modestamente, ma con forte passione e motivazioni interiori, alla soluzione di un problema che qui a Roma ho trovato dirompente – la cronica mancanza di posti letto per la medicina d’urgenza e la lungodegenza, cor coris delle difficoltà della emergenza sanitaria, forse, del Centro Sud del nostro Paese.

 

Se  a Chioggia,  Vicenza e, per gli ultimi sei anni, a Conegliano, dove ho lavorato, non ho mai, a mia memoria, incontrato dilazioni di ricovero oltre la giornata lavorativa, a Roma, invece, i tempi, il flusso e, soprattutto, la serietà dei quadri clinici, sono, senza possibilità di scampo, esasperanti, vergognosi, quasi indicibili.

 

È vero che oggi “i confini della medicina si sono ampliati in senso verticale – da una scienza medica ad una scienza biomedica – e in senso orizzontale – da una medicina terapeutica ad una medicina dei desideri (D. Sacchini)”, ma è anche vero che l’efficacia e l’efficienza della medicina d’urgenza costituisce e, sempre più, costituirà la vera cartina al tornasole e la carta d’identità del futuro della nostra sanità ospedaliera, perché non solo risponde ai bisogni della stragrande maggioranza della popolazione in termini percentuali, ma molto più per il segmento più debole e demograficamente crescente di essa.

 

Vorrei insistere, sulle orme del Presidente della CEI, il card. Bagnasco, sul fattore tempo, elemento decisivo in ordine a una buona politica sanitaria: sono così palesi le carenze di posti letto per i malati cronici e con severe comorbilità da rendere improcrastinabile la ridistribuzione razionale delle risorse, privilegiando in senso stretto i veri bisogni della popolazione, che attende risposte in ordine ai beni che sono essenziali alla vita e alla dignità umana.

 

Concludendo vorrei ringraziarLa per il suo impegno promettente per un Welfare positivo e mi permetto di aggiungere, a questo fine, alcune notazioni, esclusive al mio campo di competenza:

 

- scoraggiare l’utilizzo “voluttuoso” dei servizi per usare il linguaggio di un famoso Asclepiade, oltre allo sperpero delle “sindromi da indennizzo”, a danno del bene comune e dello stile civile di vita: la vita buona, infatti, nutre, fa crescere una società e una politica vive, dinamiche, lungimiranti; al contrario, gli stili di vita parassitari, narcisisti, offendono i cittadini e impoveriscono tutti;

 

- migliorare la sussidiarietà (medicina territoriale), e tutto l’entourage del triage, ossia il filtro dei ricoveri;

 

- svestire la burocrazia, con le sue odiose lungaggini;

 

- valorizzare i talenti, che ci sono e sono misconosciuti;

 

- privilegiare, accrescere i posti letto medici.

 

Un proverbio della nostra cara tradizione veneta recita che l’agnello buono succhia da due madri, quello superbo da nessuna. Con questa ispirazione credo che Ella farà tesoro del felice corso che stiamo per intraprendere, e non trascurerà i suggerimenti di un manovale della medicina.

 

Con ciò la ringrazio dell’attenzione e la saluto con viva deferenza e simpatia.

 

Dr. Paolo Gasparini

 

 

 

 

 

 

NOTIZIA SULL’AUTORE

 

 

PAOLO GASPARINI è nato nel 1962 in provincia di Treviso, attualmente vive a lavora a Roma. Medico chirurgo e bioeticista perfezionato all’Università Cattolica del S. Cuore e al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, da vari anni si interessa di teologia morale e filosofia, associate ai temi della bioetica e alla cosiddetta “nuova evangelizzazione”. Dal 2 aprile 2007 è il responsabile del portale di spiritualità, informazione e cultura di ispirazione cristiana Il Fuoco Necessario.

 

 

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 paologasparini[at]davide.it   

 

 

 

 

 

 

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