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Sono venuto

a portare

 il fuoco

sulla terra

e come vorrei

che fosse

già acceso

 

(Lc 12, 49)

 

 

 

 

                                                                           

        

 

 

 

Ripensare Carlo Carretto

 

di Alfio SIRONI

 

Nonostante il passare degli anni ed il mutare dei tempi, il ricordo di Carlo Carretto, negli occhi di chi ha letto le sue parole, nella mente di chi lo ha conosciuto e nel cuore di chi lo ha compreso, è ancora vivissimo.

 

Molti dei suoi scritti sono ancora viva testimonianza del suo carisma, della sua capacità di esprimere un’immagine decisamente aperta di fede e di farlo continuando a parlare alla gente.

 

I suoi libri hanno raggiunto altissime tirature, tra le più elevate della letteratura spirituale cristiana, sono passati di mano in mano, tra i fedeli, tra i laici e allo stesso modo tra personalità di altri mondi religiosi. Libri che se non fosse per l’età piuttosto giovane, la data recente, potrebbero già essere annoverati tra i classici dello spirito e che per molti giovani hanno rappresentato e rappresentano veri e propri "libri della decisione".

 

Al di là delle cose si pone esattamente in questo solco, è la testimonianza di un intellettuale del nostro tempo, la riflessione di un grande maestro, ma ancor più di un uomo dalla fede viva, la cui vicenda umana e spirituale riassume e conclude – nella contemplazione del sublime e dell’Assoluto – il percorso di una generazione di cattolici dalla rituale e rigida fede (dall’integralismo) della provincia contadina alla testimonianza della libertà e della fede dei figli di Dio, dal sogno della "potenza" all’interno delle organizzazioni religiose, alla rinuncia e "debolezza" evangelica della povertà e della croce.

 

Un percorso comune a molti altri illustri uomini di fede come Don Lorenzo Milani, Giorgio La Pira e Primo Mazzolari, ma che in Carlo Carretto si esprime nella sua massima portata. Una vita spesa tra la città, l’impegno sociale e il deserto, inteso come rinuncia fisica e spirituale e come luogo geografico; è infatti dal Sahara algerino che proviene buona parte del materiale raccolto nelle pagine di questo libro.

 

Una vita, molteplici vite

 

Non si può comprendere l’opera di Carlo Carretto senza conoscere almeno le principali tappe della sua vita. Nato ad Alessandria nel 2 aprile 1910, in una famiglia di contadini proveniente dalle Langhe, poi trasferitasi a Torino. In gioventù milita nell'Azione Cattolica torinese dove entra ventitreenne su invito di Luigi Gedda che ne era il presidente. In quegli stessi anni consegue la laurea in storia e filosofia e contemporaneamente inizia l’attività di maestro elementare, prima a Sommariva del Bosco poi a Torino. Nel 1940 vince il concorso per direttore didattico e viene assegnato come tale a Bono (Sardegna).

 

Dopo poco tempo viene dispensato dal suo incarico per contrasti col regime fascista, dovuti al carattere del suo insegnamento e per l'influsso che esso esercita anche al di fuori della scuola, e viene inviato come confinato a Isili, poi rimandato in Piemonte, dove riprende il suo lavoro come direttore didattico a Condove.

 

Con l'avvento della Repubblica di Salò riceve da Roma l'incarico di reggere le fila dell'Azione Cattolica del Nord-Italia. Questa stagione della sua vita, che lo porterà sino ai massimi ranghi dell’Azione cattolica italiana, ha termine nel 1952, quando esplodono i contrasti covati da tempo in seno al movimento cattolico, riguardo ai rapporti con la politica. Trovandosi in disaccordo con una frazione importante del mondo cattolico che progetta un'alleanza con la Destra, Carlo deve dimettersi dal suo incarico di presidente della G.i.a.c. e ricerca con altri amici nuove strade su cui indirizzare l'azione del laicato cattolico impegnato.

 

E’ in tale periodo di laboriosa e sofferta ricerca che matura la decisione di entrare a far parte della congregazione religiosa dei Piccoli Fratelli di Gesù fondata da Charles de Foucauld.

 

L’8 dicembre del 1954 parte per l'Algeria, per il noviziato di El Abiodh, vicino ad Orano. Per dieci anni conduce vita eremitica nel Sahara, dove fa una profonda esperienza di vita interiore e di preghiera, nel silenzio e nel lavoro, esperienza che esprimerà in quello che diventerà un autentico best seller, Lettere dal deserto, e in tutti i libri che scriverà in seguito, comprese le nitide pagine di Al di là delle cose.

 

La stessa esperienza alimenterà anche tutta la sua vita e la sua azione successiva. Dopo il ritorno in Europa, e aver trascorso alcuni periodi in diverse città, nel 1965 va a Spello, in Umbria, per iniziare una nuova Fraternità di preghiera e di accoglienza.

 

Ben presto lo spirito di iniziativa di Carretto ed il prestigio di cui godeva, aprono la comunità all'accoglienza di quanti, credenti e non, desiderano trascorrervi un periodo di riflessione e di ricerca di fede vissuto nella preghiera, nel lavoro manuale e nello scambio di esperienze. Al convento in cui la Fraternità risiede, si aggiungono man mano molte case di campagna sparse sul monte Subasio che vengono trasformate in eremitaggi. Carretto sarà per oltre vent'anni l'instancabile animatore di questo centro, noto in Italia e all'estero. Durante questi anni continua la sua attività di scrittore iniziata negli anni giovanili. Tra i libri di quel periodo va ricordato Famiglia piccola chiesa (1949) che suscitò contrasti nel mondo cattolico per alcune sue idee allora avanzate.

 

Uomo dalle grandi capacità comunicative, il nostro ha usato con molta efficacia la penna e la parola per comunicare agli altri le sue "scoperte" e la sua esperienza nella fede. I suoi libri sono stati tradotti in molte lingue e gli hanno creato una schiera di lettori e di amici in molti Paesi del mondo. La sua profonda interiorità non lo isolava dal mondo e dai suoi problemi, ma anzi lo spingeva ad interessarsene in spirito di profezia e di servizio.

 

Carlo Carretto è spirato nel suo eremo di san Girolamo a Spello nella notte di martedì 4 ottobre 1988, festa di san Francesco d'Assisi del quale era stato appassionato biografo.

 

Parole scandalose

 

In Al di là delle cose Carretto concentra il frutto delle riflessioni svolte nei dieci anni di permanenza nell’oasi Sahariana, nel deserto dove: "nulla è più chiaro della notte".

 

Sono pagine in cui l’esperienza della rinuncia viene analizzata nella sua essenza più pura, nel suo essere cammino verso quella piccolezza splendidamente rappresentata a Betlemme: "Quando Dio volle agire nella redenzione cercò la piccolezza. Salvò il mondo non con la sua forza ma con la sua debolezza".

 

Carretto scandisce pagina dopo pagina un messaggio umile e terso che disvela tutta la portata rivoluzionaria contenuta nella novella evangelica: la destabilizzante Verità di Cristo, che non è vuoto rito, riproposizione pedissequa e rassicurante, ma è, citando Enzo Bianchi: "un grembo che genera un’attitudine di compassione senza limiti, che rasenta la follia, che è santa follia". Queste pagine denunciano il Potere delle gerarchie e la brama di controllo insita nelle strutture ecclesiali, l’idolatria di cui la chiesa ha fatto vittima il Dio cristiano rendendolo, nelle parole di Don Giorgio De Capitani: "quel vecchio onnipotente che garantisce ogni nostro respiro". Carretto ci ricorda che Dio è esattamente l’opposto di questa immagine statica: non ci garantisce assolutamente nulla di ciò che abbiamo, ci dice di camminare a mani vuote, a piedi scalzi, nel deserto, perché solo così, nell’essenzialità più assoluta, troveremo la gioia di vivere, gusteremo la libertà più pura, metteremo le vere premesse per un mondo più giusto.

 

Con questo messaggio apparentemente scandaloso, Carretto combatte la battaglia per la nuova chiesa ridefinita dal concilio vaticano II. Una chiesa più equa e giusta, che ritrovi la sua missione cardine nella battaglia all’ingiustizia, all’oppressione, nella diffusione di valori come la condivisione della speranza, il pluralismo, la tolleranza come misura minima della comunione, della fraternità e dell’amore.

 

Questa battaglia non sarà combattuta da Carlo Carretto solo con la parola scritta e annunciata, con la riflessione e gli esercizi spirituali. La scelta di fare ritorno dal deserto fu dettata dalla precisa volontà di tornare a servire i poveri e i discriminati, le "vite di scarto": "Capii presto che anche la preghiera può diventare una fuga. Sì, una fuga dalla realtà, quando questa realtà è carità e amore. Mi balzava innanzi il pensiero del profeta: "Chiamerete forse giorno di preghiera questo? Piegare il capo come un giunco, usare sacco e ceneri per letto? Forse questo tu chiami digiuno e giorno accetto a Jahve?

 

Non è piuttosto questo il digiuno che vorrei: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi? Non consiste forse nello spezzare il tuo pane all’affamato, nel vestire uno che hai visto nudo senza trascurare quelli della tua carne? Allora sì la tua luce sorgerebbe come l’aurora, la tua ferita si rimarginerebbe presto. Davanti a te camminerebbe la giustizia e la gloria di Jahve ti raggiungerebbe." (Isaia 58, 3-8)."

 

La battaglia proseguirà al suo ritorno per le strade e le piazze delle città di mezza Europa e poi nel ritiro a Spello, in Umbria, dove continuerà ad intervenire con vigore nel dibattito ecclesiastico e politico italiano, tramite interventi, articoli e interviste, assumendo spesso posizioni scomode, che gli varranno dure repliche di alte cariche della chiesa, dell’Osservatore Romano (riguardo la legge sul divorzio) e talora anche dei suoi stessi familiari. Continuerà a combattere stoicamente per il gusto di poter dare battaglia, per sostenere ancora un poco i suoi valori; anche nella malattia, nel dolore degli ultimi giorni, sino alla morte, sarà coraggioso annunciatore della verità più radicale del Vangelo, del servizio agli indigenti come sentiero per la piena disponibilità verso il Padre.

 

Un’opera breve, intrisa di riflessioni e citazioni, uno sguardo ad un tempo semplice e radicale al nostro rapporto con la fede. Appunti di "viaggio" che potranno dare alcune indicazioni a chiunque nella propria vita stia percorrendo le vie dello spirito, la strada che porta alla verità sconvolgente del vangelo cristiano. Altresì, troveranno molti utili spunti alla riflessione e una imperdibile opportunità di confronto, anche coloro che percorrono un cammino di conoscenza spirituale al di fuori della cornice concettuale cristiana. Nella parola di Carlo Carretto si delinea in fondo il sentiero che porta alla ricerca dell’Essere sopra ogni sovrastruttura, fuori da ogni ideologia.

 

 

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